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  • immagine news la-nuova-isola-giapponese-nishinoshima-cresce-ancora-guardate-che-eruzioni

    L'isola giapponese di Nishinoshima, a seguito dell'attività eruttiva cominciata nel 2013, è cresciuta 11 volte rispetto alle dimensioni originali. Le ultime misurazioni ci danno queste dimensioni: 1.95 km da est a ovest e 1,8 km da nord a sud, per...


    L'isola giapponese di Nishinoshima, a seguito dell'attività eruttiva cominciata nel 2013, è cresciuta 11 volte rispetto alle dimensioni originali. Le ultime misurazioni ci danno queste dimensioni: 1.95 km da est a ovest e 1,8 km da nord a sud, per una superficie totale di 2,46 chilometri quadrati. Ma secondo gli esperti il magma da eruttare sarebbe ancora tantissimo e quindi si tratterebbe di dati assolutamente temporanei.

  • immagine news altalena-termica-tra-primavera-e-inverno-nella-prima-settimana-di-marzo

    Ci attende una prima settimana di marzo dominata dagli sbalzi termici e dai cambi di marcia barici repentini. Dapprima, infatti, godremo di un acuto altopressorio azzorriano, poi subiremo una sciabolata artica di moderata intensità.

    Come avevamo anticipato nella flash modelli di stamattina,
    ci attende una prima settimana di marzo dominata dagli sbalzi termici e dai cambi di marcia barici repentini. Dapprima, infatti, godremo di un acuto altopressorio azzorriano, poi subiremo una sciabolata artica di moderata intensità.

    Nei primissimi giorni della primavera, che come ben sapete inizia meteorologicamente il 1° marzo, l'avanzata da ovest del cuneo azzorriano provocherà un netto aumento termico, sino a picchi di +5°C sopra la norma intorno al 3 marzo. Si tratterà di un chiaro assaggio primaverile, con il sole a regalarci una tregua dalle lunghe piogge di febbraio.

    Ma sarà solo un assaggio, perché, come spesso avviene in questo mese di transizione, una saccatura artica troverà la forza di irrompere sull'Europa centro-orientale sino all'Italia. Stando al modello americano GFS si tratterà di un velocissimo passaggio freddo, di non più di un paio di giorni. Per il modello europeo, ECMWF, la fase fredda sarà invece più lunga, tra i 4 e i 5 giorni. Vi sarà anche un moderato peggioramento soprattutto intorno al 5 marzo, con neve a quote collinari al Centro-Nord, soprattutto Appennino, e successivamente anche al Sud.



    Successivamente l'alta delle Azzorre tornerà all'attacco del vecchio continente, favorendo un nuovo netto rialzo termico verso la fine della prima decade di marzo. Difficile per ora essere più precisi, perché siamo nel terreno insidioso del lungo termine.

    In definitiva potremmo nel giro di 10 giorni circa subire un'altalena termica davvero considerevole: ad esempio, a 850 hPa all'altezza di Bologna, si partirà dagli attuali +0°C per arrivare ai +5°C del 3 marzo, per poi scendere ai -5°C del 6 marzo, e infine tornare ai +5°C verso il 10 marzo. Ben 25 gradi di escursione termica: mica male!

  • immagine news ad-inizio-settimana-nubi-su-alpi-tirreniche-e-clima-mite-poi-il-freddo

    Da lunedì a mercoledì affluiranno masse d'aria piuttosto miti di origine atlantica, accompagnate da venti occidentali localmente forti e meteo localmente uggioso nelle regioni tirreniche. Da giovedì tornerà l'inverno.

    Le condizioni meteorologiche sono in via di guarigione. L'Anticiclone delle Azzorre riuscirà ad espandersi parzialmente verso l'Italia, convogliando in tal modo correnti occidentali atlantiche molto miti sulle nostre regioni. Le temperature si orienteranno su valori primaverili sino a metà settimana, dopodiché precipiteranno nuovamente perché da nord irromperà una massa fredda di provenienza artica. Oltre al freddo tornerà il maltempo e con esso le precipitazioni nevose a bassa o bassissima quota.

    Il tempo domenica 01 marzo
    La primavera meteorologica esordirà tra ampie schiarite, sprazzi nuvolosi e temperature in rialzo. Arriveranno i primi sbuffi d'aria mite coi venti occidentali, ma arriveranno anche degli annuvolamenti sulle tirreniche ed in particolare tra Levante Ligure e alta Toscana. Qui, come consuetudine col Libeccio, non mancheranno piovaschi diffusi.

    Una perturbazione meglio organizzata lambirà i confini alpini, dove invece si verificheranno nevicate anche fitte ma solo oltre i 1800 metri e con quota neve destinata ad un ulteriore rialzo a fine giornata. Nelle altre regioni prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi.



    Lunedì 02 marzo
    L'elemento senz'altro più importante sarà il vento, che soffierà impetuoso da ovest sui crinali alpini centro occidentale - con conseguente foehn nelle aree esposte - e sui crinali appenninici. Venti che porteranno aria mite, che tenderà a riscaldarsi ulteriormente anche sulle regioni adriatiche dopo la discesa dai pendii appenninici. Ciò significa che prevediamo un generale, localmente forte, rialzo delle temperature.

    Sui crinali alpini prevediamo forti nevicate, inizialmente a quote medio-alte e poi con limite in calo dalla sera attorno ai 1000 metri d'altitudine. La nuvolosità si accrescerà sulle tirreniche e sui settori ovest delle due isole maggiori, laddove potrebbero verificarsi frequenti pioviggini.

    Martedì la giornata migliore, mercoledì peggiora
    Martedì avremo una maggiore stabilità anticiclonica che porterà cieli generalmente sereni o poco nuvolosi. Il clima sarà mite e localmente si potrebbero superare i 20°C di massima. Mercoledì, al contrario, arriveranno nubi via via minacciose e dal pomeriggio assisteremo ad un rapido vivace peggioramento. Peggioramento che andrà a precedere l'ingresso d'aria fredda, attesa tra la nottata e la giornata successiva. E sarà a quel punto che tornerà l'inverno.

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