Stazione meteo ufficiale di Pomezia dati in real time

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POMEZIAMETEO per il suo elevato standard sia in termini di precisione dati che per la sua affidabilità di funzionamento è entrata a far parte insieme ad altre stazioni del territorio Italiano con medesime carattteristiche del programma di monitoraggio scientifico Weatherness, una collaborazione tra l'Università di Milano e l'associazione Onlus MeteoNetWork. La stazione POMEZIAMETEO è stata qualificata come a norma nella tipologia urbana e fà parte della rete nazionale MeteoNetwork Centro Epson Meteo inviando i suoi dati anche nei circuiti nazionali di MyMeteoNetwork, Italia Meteo Network,Linea Meteo,Meteo.sm,Meteo-4,Meteo in diretta e internazionali di Weather Underground,Cwop,Awekas,Pws, raggiungibili con un click sui loghi affianco. L'acquisizione dei dati è realizzata da Anemos WDS-5 L'elaborazione dei dati e la generazione dei grafici e delle statistiche è realizzata da Anemos WDS-5 Il contenuto di questo sito ha carattere puramente divulgativo. I marchi e i loghi appartengono ai rispettivi proprietari. Il materiale contenuto in questo sito, che è stato realizzato in proprio da Roberto Caselli, è rilasciato sotto la licenza Creative Commons by-nc-sa POMEZIAMETEO non si assume alcuna responsabilità di carattere civile o penale per l'utilizzazione impropria delle informazioni contenute nel sito.

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  • immagine news iniziato-il-cambiamento-meteo-treno-di-perturbazioni-su-italia-grande-neve-alpina

    Lo scenario barico dei prossimi 7 giorni circa non riserva sorprese rispetto a quanto avevamo già scritto nei precedenti articoli. Dopo mesi di blocco quasi totale, la grande fucina di depressioni nord-atlantiche torna a lavorare a grande ritmo.

    Lo scenario barico dei prossimi 7 giorni circa non riserva sorprese rispetto a quanto avevamo già scritto nei precedenti articoli. Dopo mesi di blocco quasi totale, la grande fucina di depressioni nord-atlantiche torna a lavorare a grande ritmo. Un blocco altopressorio presente sulla Russa europea farà deviare il flusso ciclonico legato al fronte polare proprio sul Mediterraneo centrale. Ci attende quindi una fase molto instabile e spesso perturbata.

    Le regioni più colpite saranno quelle occidentali, lungo il versante ligure e tirrenico, ma anche quelle alpine e prealpine, mentre quelle adriatiche rimarranno ai margini. Sono attese nevicate copiose sulle Alpi, perché come sempre con scirocco umido continuo e intenso viene favorita l'esaltazione dell'effetto stau lungo i contrafforti montani. La neve sugli Appennini cadrà a quote più elevate, a causa delle correnti meridionali.

    Le temperature non saranno troppo fredde, spesso appena sopra la media. Sembra uno scenario meteo tardo autunnale piuttosto che tardo invernale. Oppure primaverile, quando il flusso ciclonico oceanico torna a dire la sua. Queste piogge sono una benedizione per le diverse aree in stato di siccità del nostro paese. La grande neve farà tornare il sorriso agli operatori turistici alpini. Ovviamente bisognerà porre attenzione alle possibili conseguenze di piogge e nevicate ricorrenti.

  • immagine news ondata-gelo-febbraio-1991-una-delle-piu-estreme-di-sempre

    In merito alle grandi e durature ondate di gelo di febbraio, affiorano immediatamente alla mente gli episodi di appena 4 anni fa e quello del ben più lontano febbraio del 1956. Eppure, a livello di picco del gelo, l'episodio del...

    In merito alle grandi e durature ondate di gelo di febbraio, affiorano immediatamente alla mente gli episodi di appena 4 anni fa e quello del ben più lontano febbraio del 1956. Eppure, a livello di picco del gelo, l'episodio del febbraio di 25 anni fa fu davvero eclatante. Un vortice gelido, proveniente dal nord della Russia e del Mare di Kara, ruzzolò con moto retrogrado verso l'Europa Centrale e l'Italia, collocandosi col suo fulcro a nord delle Alpi. L'irruzione fredda avvenne in due step: il primo tra il 5 e il 7 febbraio e generò abbondanti nevicate sul Centro-Nord; il secondo verso la metà del mese. Tra le due fasi vi fu un forte richiamo caldo che investì tutto il Centro-Sud Italia e che fece repentinamente rialzare i valori di temperatura.

    A Viterbo il 6 febbraio la temperatura scese a -8°C e non salì oltre -1°C. La notte successiva arrivò a -10°C, ma la massima salì fino a +7°C! Il gelo tornò solo il giorno 12. Ad Ancona (Falconara) il giorno 7 la temperatura scese fino a -12.7°C, il giorno dopo la massima fu di +14.5°C. A Perugia si passò sempre in un giorno da -15.2°C a +7°C, ad Arezzo da -18°C a +6°C. Da Roma in giù quell'irruzione fu invece poca cosa, anche se alcuni valori minimi interessanti si raggiunsero i primissimi giorni del mese. Ma in molte zone del Centro-Nord Italia le temperature che si toccarono durante quel mese furono più rigide anche di quelle del tanto decantato febbraio 2012. Nella cartina in basso l'entità dell'anomalia termica di quei giorni.

  • immagine news maltempo-a-piu-riprese-ecco-nuovo-inverno-meteo-di-febbraio

    Imminente svolta meteo con molta pioggia e neve. La circolazione atlantica si spingerà a latitudini più basse e sarà in grado di pilotare perturbazioni a getto continuo verso il Mediterraneo. Avremo meteo instabile, a tratti perturbato, e dal volto più tipico dell'inverno, ma senza eccessi di freddo.

    METEO FEBBRAIO, SI VOLTA PAGINA - Si sta sbloccando qualcosa nella circolazione meteo generale a livello europeo, dopo tanti mesi nei quali il maltempo è generalmente rimasto lontano dall'Italia, a causa del predominio schiacciante delle alte pressioni. Diverse regioni d'Italia patiscono una forte siccità, ma ora sembra che l'imminente svolta meteo sia in grado di riportare abbondanti precipitazioni. Si inizia proprio da questo week-end, ma sarà solo l'inizio: frequenti perturbazioni sono attese da qui ai prossimi 7/10 giorni, e saranno brevi le pause fra una perturbazione e l'altra. Il maltempo atlantico riporterà poi la neve sull'Arco Alpino e saranno davvero ingenti le nevicate: questa è l'altra novità saliente, dopo tanti mesi nei quali la neve non si è proprio vista. In attesa di un inverno che torni a ruggire anche sul fronte del freddo.

    LUNGA SERIE DI PERTURBAZIONI -. Quello di questo weekend non sarà il solito episodio favorevole alla neve e alle grandi piogge, ci sono infatti tutte le condizioni nella prossima settimana per ulteriori fasi perturbate ed altre forti nevicate per le nostre Alpi. Si avrà il transito, pur rapido, di varie ciclogenesi che peraltro saranno responsabili anche di una circolazione di venti a tratti burrascosa. Potremo quindi avere le prime vere importanti nevicate dell'inverno in montagna, sebbene non a quote troppo basse, ma in genere oltre gli 800/1200 metri, per effetto di una circolazione oceanica che a tratti risulterà mite. Ci potrebbero essere tutte le condizioni per un finale d'inverno importante per gli accumuli di neve in montagna. La dorsale appenninica risulterà un po' meno esposta e più penalizzata con la neve attesa a quote superiori rispetto alle Alpi.



    TENDENZA METEO OLTRE META' MESE - Non sembrano esservi particolari novità sul meteo a 7 giorni ed oltre: le indicazioni propendono infatti per un mantenimento del trend instabile. Continueranno gli sbalzi termici in concomitanza dei passaggi delle perturbazioni, con improvvisi e brevi cali di temperatura. Non ci saranno particolari episodi di freddo, ma la svolta meteo sta proprio nel ritorno di condizioni a tratti di maltempo, con le perturbazioni atlantiche in grado finalmente di seguire rotte favorevoli al Mediterraneo. L'anticiclone sarà confinato ad ovest, sul Vicino Atlantico, senza più essere capace di espandersi con continuità sul Mediterraneo. Tra il 15 ed il 20 febbraio si potrebbero generare contrasti fra aria più fredda nordica, in sprofondamento sul Mediterraneo Occidentale, e richiami più caldi nord-africani che lambiranno l'Italia.

    CONCLUSIONI - Il Mediterraneo resterà a lungo bersaglio delle perturbazioni. Si potrebbero quindi creare tutte le condizioni per un febbraio più piovoso del normale. Non certo il ritorno d'inverno che tanti avrebbero voluto, ma in questa fase le piogge erano quel che era più necessario dopo le anomali fasi anticicloniche.

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